L'Automodellismo
PREMESSA
L'automodellismo dinamico radiocomandato nasce verso la fine degli anni '60 e da allora molte sono state le innovazioni che hanno permesso il raggiungimento di risultati veramente sbalorditivi sia sotto il punto delle prestazioni sia per ciò che riguarda la tecnica di costruzione e l'uso di materiali tecnologicamente avanzati come ad esempio il carbonio.
La dimostrazione di quanto siano cambiate le cose nel corso degli anni ci viene data dalla bellissima collezione di Osvaldo "Lallo" Balestri (automodellista bolognese di vecchia data ) che in quasi tre decenni di attività ha raccolto oltre 60 modelli di tutte le epoche, fra cui tantissimi pezzi unici.
ECCO UN PO' DI STORIA ...
Il primo automodello radiocomandato di cui abbiamo prove inconfutabili risale al 1967 ed è indubbiamente italiano ed esattamente bolognese. La motorizzazione è fornita da un SuperTigre 15/19 di derivazione aeromodellistica che si può avviare tramite un volano a cinghia simile a quello degli scafi. La macchina è dotata di sospensioni, indipendenti anteriormente e con assale unico al posteriore. Il serbatoio è ricavato all'interno della carrozzeria in vetroresina che si ribalta grazie a delle cerniere anteriori. Sono presenti inoltre i freni a tamburo all'interno delle ruote anteriori che sono in gomma piena tornita. Il radiocomando è un artigianale Robot; i servi, incredibilmente lenti, sono a slitta. La macchina, perfettamente conservata, è stata realizzata in esemplare unico.

Nei primissimi anni '70 la prima macchina prodotta in serie è stata la "Lega" (nella foto sottostante con una splendida carrozzeria in vetroresina della Ford Capri). Le necessità pratiche della produzione in serie impongono che il telaio sia rigido e solo all'avantreno ci siano delle semplici balestre per attutire almeno una parte di asperità; il freno è a strisciamento sulla campana motore. Il motore è un SuperTigre 15/19 mentre il serbatoio, in ottone, è posto all'estremità posteriore del telaio. Di questo modello ne furono prodotti un centinaio di esemplari che dominarono le prime gare organizzate.

Nel periodo successivo nacque al gloriosa SG che quasi monopolizzò il mercato arrivando come leader fino ai primi anni '80. Nella foto possiamo vedere una SG Expert motorizzata SuperTigre 15/19 e carrozzata con una curatissima (vedi il dettaglio del pilota Merzario) Alfa 33 barchetta (sempre in vetroresina). La macchina, costruita in serie limitata, risale agli anni '74 - '75; possiamo notare come ci sia l'introduzione della prima piastra radio e delle prime gomme in spugna; il freno agisce sull'asse del retrotreno. Si tratta comunque ancora di un modello rigido con balestre anteriori.


La prima delle rigide "moderne" è la SG Montecarlo VCS che caratterizza il passaggio dagli anni '70 agli '80 (nella foto con la carrozzeria Abarth 3000 e il motore Picco 3,5). All'avantreno appare il caratteristico "basculante" e l'assale può essere regolato, ruotando, per dare origine ad angoli di caster molto variabili; sull'asse posteriore spicca il differenziale a satelliti che sostituisce l'assale rigido. Il freno, molto efficace, agisce sull'asse posteriore ed è a "disco"; l'albero "lungo" del motore permette l'utilizzo di un volano e di una frizione moderna.

Mentre dominano le rigide, fanno la loro apparizione anche i primi modelli a sospensioni tra i quali possiamo citare la Mantua con la rivoluzionaria F1. Il motore è in linea ed è posto fra due longheroni verticali che costituiscono il telaio portante; le sospensioni indipendenti ed il differenziale sono all'avanguardia per un modello del 1979. Possiamo notare inoltre degli originali sganci rapidi. Il modello nella foto, prodotto in serie limitata, è motorizzato OPS 3,5 e carrozzato Brabham/Alfa.

La prima vera auto dotata di sospensioni idrauliche e prodotta in grande serie è l'inglese PB Alpha JS del 1981. La trasmissione è a catena mentre la piastra radio in vetronite. Il modello fotografato è motorizzato con un Picco 21 e monta una stupenda carrozzeria Bandit.

In piena epoca 2WD qualche coraggioso pioniere tenta la strada delle 4 route motrici; siamo nel 1982 e la trasmissione è ad elastici e il telaio in vetronite. Nella foto la Casali 4WD motorizzata Picco e carrozzata Porsche 911 Martini.

Il top dell'evoluzione delle 2 ruote motrici si ebbe ad inizio anni '80 con la mitica SG Columbia MK2, rimasta quasi imbattuta fino all'avvento delle 4WD; fu l'ultima 2WD a vincere un Campionato del Mondo (in Francia nel 1983). Gli ammortizzatori idraulici indipendenti e la trasmissione a cinghia sono decisamente moderni; la carrozzeria, una Chevrolet Corvette, è utilizzata ancora oggi nei Campionati GT.

Fra le primissime 4WD prodotte in grande serie non possiamo non citare la SG Columbia MK4 con una trasmissione ad ingranaggi conici (di stampo fuoristradistico) ed il motore in posizione longitudinale. Nella foto abbiamo una MK4 del 1984/1985 modificata da Vittorazi, motorizzata CMB e carrozzata Lotus JPS.

Con la Serpent Quattro del 1985 entriamo nell'epoca moderna dell'automodellismo in pista; si tratta della prima 4WD vincente ad avere uno schema di trasmissione tuttora usato, cioè quello delle 3 cinghie (o 2 cinghie e una catena). Il differenziale è a sfere e facilmente regolabile; nei modelli successivi sarà sostituito dal palo rigido. Qui la vediamo motorizzata Picco e carrozzata con uno dei primi modelli della Porsche 956/962.


L'automodello sottostante è una Tyrrell F1 risalente ai primi anni '70 con telaio Stefani (costruttore bolognese) motorizzata con un SuperTigre 15/19. Il modello, del quale furono prodotti solo 3 esemplari, è interamente autocostruito, dotato di raffreddamento a liquido, sospensioni indipendenti e motore in linea.

Risale invece al '71 -'72 questa Porsche 917 con telaio Ghedini (costruttore ferrarese) e motorizzata Stefani 3,5. Si tratta di un esemplare unico con telaio tubolare in acciaio e carrozzeria in alluminio fatta a mano.

Ecco il pezzo forte della collezione, una Ferrari 500 con telaio Graupner motorizzata SuperTigre 15/19. Anche questo è un esemplare unico come allestimento di carrozzeria degli anni 1972/73.
Negli anni '76 - '77 la SG produce in pochissimi esemplari la Rodeo, motorizzata SuperTigre GX21 e nella foto con la carrozzeria Tyrrell 34/2, famosa per le quattro ruote sterzanti.

Nella collezione troviamo anche questo bellissimo Dragster, costruito personalmente nel 1997 dal Lallo con pezzi di vari automodelli demoliti, che è motorizzato con un Novarossi 3,5 ed è dotato di paracadute frenante FUNZIONANTE!

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